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Storia, origini e vicende della Stregoneria
 

“Sebbene nella Stregoneria vi sia riconosciuta eresia, il massimo delle eresie è non credere all'esistenza della Stregoneria” Heinrich Kramer (Institoris) - Inquisitore.

La Stregoneria

Insieme di pratiche tese a influire sul reale facendo ricorso a poteri magici e mediante l'evocazione di forze soprannaturali. Spesso il termine equivale a magia, ma assume significati diversi a seconda dei contesti storici e culturali. Mentre presso alcuni popoli la stregoneria è praticata dallo stregone o dallo sciamano al servizio della comunità (per guarire le malattie, intervenire sui fenomeni atmosferici o fare da tramite con il divino), nel mondo occidentale il termine viene usato perlopiù in senso negativo, a indicare la magia nera, impiegata per recare danno alle persone o per forzarne la volontà. Il termine "Stregoneria" e' spesso legato a falsi miti e leggende. Molte persone al giorno d'oggi hanno un idea piuttosto confusa riguardo al vero significato di questa parola. Le trasmissioni televisive pullulano di maghi che pretendono di risolvere i problemi della gente per telefono, i giornali scrivono interi dossier stracolmi di fesserie confonndendo la magia e la stregoneria, che sono due cose ben diverse. La differenza sostanziale è tutt'altro che trascurabile; la magia si basa soprattutto su rituali che necessitano un certo tipo di preparazione (almeno per quanto riguarda gli "attrezzi" del mago),la stregoneria, invece, e' improntata quasi interamente sulla forza volitiva e sul potere della strega, quest'ultima infatti e' parte integrante della Natura, e' pura energia che si fonde con la Grande Energia Universale che dà vita ad ogni cosa, viva o inerte che sia. La Strega pur avendo le sue divinita' considera anche se stessa una divinita' poiché’ gli Dei hanno illuminato la sua mente con la fiamma della Conoscenza. L'universo non e' una mescolanza accidentale di fattori e di influenze bensì un sistema ordinato di analogie, la cui comprensione consente di farne un uso specifico. La strega crede fermamente nell'esistenza della materia, ma la considera solamente "il più denso" di tanti e diversi tipi di esistenza, di solito definiti "mondi o piani". Il cosiddetto Piano Astrale ha le stesse coordinate spaziali di quello fisico pur rimanendone separato. I principi teorici della stregoneria sono i seguenti: - L'universo come normalmente viene considerato e' solo una parte.
- La forza di volontà dell'uomo è una forza reale, in grado di essere esercitata ed educata per far si che possa modificare il suo ambiente e produrre effetti paranormali.
- Questa forza di volontà deve essere guidata dall'immaginazione.
Operando sui piani astrali si può esercitare il controllo sulla materia densa e produrre cambiamenti di coscienza in se stessi e negli altri. La capacità dell'occultista sta quindi nel proiettare la propria forza di volontà attraverso una fervida immaginazione verso l'obiettivo scelto in modo che la "forza pensiero" prenda forma e vada ad operare direttamente sul piano astrale, in questo modo sarà inevitabile che il tutto vada successivamente a ripercuotersi sul piano fisico. "In principio la Grande Tenebra, Diana, si divise in due forze uguali e opposte , giorno e notte. La notte era governata dalla stessa Diana, la luna, il giorno dal suo alter ego e fratello, Lucifero, il sole. Diana sedusse Lucifero prendendo la forma di un gatto. Il risultato di questa unione fu a figlia Aradia". In questa leggenda di Diana, con le sue sfumature gnostiche, vi sono riflessi della tradizione cabalistica di Naama, la seduttrice dell'Angelo Azaele, Naama corrisponde alla Lilith babilonese e Azaele corrisponde al Dio Sole nel suo aspetto d'oltretomba. "Azaele e i suoi seguaci"- secondo la tradizione -" scesero sulla terra al fine di istruire e civilizzare gli uomini primitivi allora esistenti ed è da loro che si dice derivino tutte le conoscenze e il potere della Magia. Tuttavia i discendenti dei Figli del Cielo non si comportarono degnamente così i Guardiani ricorsero al loro potere per abbattere le terre dove questi abitavano schiacciando tutta la popolazione in un giorno e una notte con uno sconvolgimento vulcanico e un successivo diluvio ( v. Atlantide )". Si dice che la Sapienza si stata portata via dalle terre perdute prima del cataclisma a opera di alcuni sopravvissuti, che conoscevano le intenzioni dei Guardiani. Nel Medioevo, il Cristianesimo prese il sopravvento sui culti pagani e la chiesa impose le proprie idee: tramutò le antiche divinità in mostri terribili e feroci togliendo, con il tempo la libertà alla gente di poter credere in ciò che voleva, questo non tanto per la religione in se stessa quanto per non correre il rischio di perdere il suo potere, un potere ottenuto con la violenza e la volontà di mantenere il popolo nell'ignoranza più completa, soffocando con la forza la fiamma della Conoscenza. Il Cristianesimo prese di mira tutte le persone sospettate di essersi associate con Demoni, Elfi o creature simili e nel quindicesimo secolo circa la chiesa diede luogo a innumerevoli processi per eresia e all'Inquisizione. In questo periodo troviamo moltissime documentazioni riguardo ai massacri messi in atto dalla chiesa ai danni di uomini e donne che dopo aver subito torture di ogni genere confessavano cose che molto probabilmente non avevano nemmeno fatto, trovando nella morte l'unica via d'uscita all'insopportabile dolore. La chiesa si serviva del Malleus Maleficarum ( Martello delle Streghe ) per identificare le proprie vittime, una sorta di " manuale " usato indifferentemente da cacciatori di streghe, cattolici e protestanti.

Nascita della Stregheria e della strega

L'origine etimologica del termine viene individuata nel latino strinx, un uccello rapace notturno cui si attribuivano poteri malefici. Numerosi furono gli accenni alla stregoneria già nell'antichità, dal Codice di Hammurabi all'Antico Testamento, alla letteratura greca e romana. Anche le tradizioni dell'Europa settentrionale riferiscono spesso di individui accusati di compiere malefici tramite filtri e incantesimi, e addirittura di cibarsi di neonati. E' stato riconosciuto un legame tra affermarsi di pratiche di stregoneria e decadenza di antiche divinità e culti, soppiantati da credenze religiose nuove o importate da popoli conquistatori. La divinità vecchia si trasforma in entità negativa, in aperto conflitto con le forze magiche dominanti. Questa fenomenologia pare ricorrente in tutta la storia della stregoneria, anche in tempi moderni.

Sulla stregoneria è stata prodotta un'enorme letteratura che, lungi dal diradare ogni nebbia che circonda l'argomento, ha spesso prodotto fantasmi e assecondato fantasiose visioni dell'immaginario collettivo. Taluni hanno considerato la stregoneria erede di una religione antichissima che risale al Culto della Grande Madre cui erano dedite alcune popolazioni durante il periodo Neolitico. Altri hanno creduto di identificarla con un antico culto pagano vicino a Cernunnos, dio della fertilità,il cui culto pre-cristiano era diffuso nell'Europa Occidentale presso le popolazioni più modeste. La raffigurazione di questa divinità come dotata di corna, ne avrebbe favorito nell'Età media la demonizzazione. Atri ancora hanno pensato alla stregoneria come ad una pratica codificatasi nel tempo, frutto di una serie differente di pratiche coltivate presso sette eretiche di derivazione gnostica (Catari, Luciferani, Valdesi). Nel periodo classico le streghe erano considerate affini al mondo delle tenebre e alla morte, nonchè alla notte nel suo significato occulto e alle entità, spesso mostruose, che patrocinavano il regno dei morti.In pieno paganesimo, presso i Greci e i Romani, si credeva che le streghe fossero in grado di nuocere ai raccolti attraverso malefici, di uccidere, di evocare gli elementi, ed erano associate anche ai negromanti. Sempre in periodo classico alcune fra le divinità alle quali le streghe chiedevano assistenza sono i demoni torturatori delle anime dannate, come Ermes e Proserpina, mentre le entità patrone della stregoneria erano solitamente le dee lunari: Selene, Diana, Ecate. Ecate, considerata la divinità cosmica patrona delle arti magiche era rappresentata con tre teste e a volte anche con tre corpi: ciò perché rappresentava il cielo (la Luna), il mondo sotterraneo (Proserpina) e la terra (Diana). Essa vagava nella notte tra i trivi e le tombe e veniva annunciata dai latrati dei cani ed associata al sangue ed al terrore. Presso le popolazioni latine venive venerata come dea delle arti infernalistiche; per tale motivo sia le streghe che gli stregoni dell'antichità usavano celebrare i propri riti nei pressi di un trivio considerato simbolo dell'unione degli elementi benefici, neutrali e malefici. Oltre la figura classica della strega, ve n'è un'altra che ha avuto origine dai culti e dalle tradizioni nordiche, specie presso le popolazioni celtiche. Presso questi popoli, infatti, esisteva un culto di tipo matriarcale i cui riti impregnarono, segnandola profondamente, la loro religione. Questa tradizione mitologica si è tramandata all'interno delle trame popolari e folcloristiche fino a sfociare nella Società di Diana, il cui legame con le streghe è stato riconosciuto sin dall'epoca medievale. Al centro dei rituali di questa "Old Religion" era la Grande Madre Morrigan, affiancata dal suo consorte Dagda. Dal punto di vista sociale vi era una struttura basata su una discendenza collaterale. Al re competeva l'esercizio del potere in rappresentanza della divinità femminile, mentre sua sorella era la depositaria della tradizione magica: spettava alla sorella del re tramandare il Libro del Comando. La casta sacerdotale era costituita dai Druidi, affiancati a loro volta dalle Druidesse dedite all'amministrazione del culto. Una volta raggiunte le popolazioni celtiche, il Cristianesimo osteggiò fortemente il ruolo delle Druidesse, in quanto esse erano figure sacerdotali pagane e questo sacerdozio, che i religiosi cristiani consideravano esclusivo dell'uomo, era considerato assolutamente sacrilego. Le Druidesse furono subito bollate col marchio delle streghe e considerate veri e propri agenti del male, fautrici di ogni genere di nefandezza. Le adepte di Diana si riunivano in congreghe denominate Coven. Alla guida dei Coven erano i saggi chiamati Wicca (termine da cui deriva Witch) che nell'Old English significa strega e che starebbe ad indicare l'origine benefica della stregoneria. Le seguaci di Diana idolatravano Giano, un dio cornuto, che, attraverso l'ignoranza e la malafede delle autorità religiose cristiane venne identificato con il Diavolo. Diana stessa fu associata ad Salomè dea della notte patrona dei riti magici. Narra una leggenda cristiana che Salomè, dopo aver indotto Erode Antipa a far decapitare Giovanni il Battista, pentita, ne ricoprì il capo mozzato di baci. Dalla testa del santo scaturì un vento che la sospinse in cielo costringendola a vagare per l'aria per tutta la notte in eterno. E' estremamente complicato stabilire se le pratiche magiche derivanti da questi culti matriarcali e dedite al culto della fertilità sia realmente esistita. Nonostante ciò è indubbio che dalle testimonianze storiche e dalle fonti più arcaiche che ci mostrano le usanze e le credenze delle antiche popolazioni in cui questi culti fiorirono, vien fuori un' origine ed un'istanza tutt'altro che malefiche di questi culti. Vien fuori altresì un'immagine di saggezzae positività dei ministri di queste arti che, lungi dall'essere folli e sanguinari o portatori di sciagure, erano il punto di riferimento di una società arcaica e semplice per la quale gli dei erano al tempo stesso benefici e terribili, come del resto è la Natura in sè, oggi come ieri, oggi come domani.

L'Antica Religione pagana nasce attorno al IX millennio a.C., quando gli uomini e le donne che popolavano il nostro pianeta cominciarono ad attribuire un'importanza sovrannaturale alle manifestazioni incomprensibili alle quali erano sottoposti quotidianamente. Ecco che allora le stelle, i pianeti, gli animali, le piante, ma in particolar modo il Sole e la Luna, ebbero il privilegio di essere riconosciuti dalla specie umana come divinità a cui rivolgere le proprie suppliche e i primi veri e propri rituali. Compare dunque la prima autentica immagine del Dio Cornuto, signore delle selve e delle foreste, generoso dispensatore di selvaggina, venerato dall'uomo-cacciatore con rispetto, tanto da erigere in suo onore rudimentali ma sinceri altari di cui ancora oggi abbiamo testimonianza. Nel frattempo la donna presiedeva al focolare, si occupava dell'allevamento della prole ed era un'attenta conoscitrice della medicina delle erbe. In entrambi nasceva man mano l'esigenza di credere in qualcosa oltre la morte, misterioso ed incomprensibile evento che dagli albori del mondo suscita paura ed attrazione e con essa il timore di rinascere lontano dal proprio clan di appartenenza e dal proprio luogo di origine. Nasce insomma l'esigenza di credere ed ancor di più sperare nella Reincarnazione. Ad ogni persona del clan vengono impartiti i compiti in base alle proprie attitudini ed è proprio qui che spicca all'interno del gruppo l'immagine della donna saggia, sapiente nella medicina e nel trattare le erbe, votata ai piccoli Dei, vicina alle esigenze di una popolazione che ripone nel suo operato una fiducia estrema, alle volte persino esagerata. Il termine "strega" ha un'etimologia piuttosto complessa e sicuramente discutibile. Per certo sappiamo che il nome specifico attribuito a queste fenomenali persone è "lamia", in relazione all'amante di Giove, che aveva la mitologica capacità di trasformarsi in animale (questo sarà poi un argomento sul quale tutta l'Inquisizione medioevale insisterà nel corso dei suoi scellerati processi). Per quanto concerne il termine vero e proprio, molte sono le fonti che asseriscono la derivazione di "strega" da "strix", o "strige" - l'uccello notturno - mentre il sostantivo "masca", utilizzato prevalentemente nell'Italia settentrionale, ha un'origine longobardo-germanica e significherebbe "Spirito ignobile", comunque sicuramente associabile a "maschera" ed a "Carnevale", una delle più antiche delle festività pagane. Solo attorno al primo millennio si hanno effettive testimonianze sull'attività di "congrega" di più persone (in prevalenza donne), alcune delle quali costituirono i due gruppi magici europei dai quali trascendono tutte le attuali forme di aggregazione stregona presenti nel nostro continente: la Società di Diana e la Signora del Gioco.

La stregoneria come reato

Quanto alla condanna a morte attraverso il rogo, va ricordato che tale competenza non era propria della Chiesa, bensì dell'autorità civile che, basandosi su una sentenza dell'autorità ecclesiastica, competente per materia, ne emetteva una propria di condanna e provvedeva all'esecuzione. Infatti i giudizi inquisitoriali per stregoneria erano relativi ai contenuti eretici contestati ai "colpevoli" e non avevano titolo a decretare la morte dell'imputato, ma poiché l'eresia era considerata un reato civile, chi risultava colpevole per il Tribunale ecclesiastico e veniva consegnato al "braccio secolare", anche se avesse abiurato (anzi, paradossalmente, proprio perché attraverso l'abiura riconosceva la sua "mancanza"), vedeva tradursi la sentenza ecclesiatica in condanna penale. Di fatto però, le condanne a morte erano avallate dalla religione cattolica in quanto si rifacevano al versetto del Vangelo di Giovanni (15) nel quale si dice che: "chi non è con me venga raccolto come fascina e bruciato". E' su questo passo che si giustifica il rogo, con l'appoggio della Bibbia dove si cita "non lascerai vivere mago". Seppure alla Chiesa Cattolica dobbiamo un numero esiguo di condanne per propria mano, certamente ne è stata la mandante proprio perché la giustifica attraverso le sue Bolle ed i suoi scritti e la giustificazione morale dei suoi teologi "costringendo" il potere temporale ad intervenire in sua vece. Quindi la Chiesa Cattolica è la mandante della persecuzione alle Streghe. Ciò perché l'ortodossia della fede era intesa come corpo portante dell'unità sociale e quindi la sua presenza non violava solamente la unità della fede, bensì anche l'unità sociale. In realtà, la paura delle streghe, indotta nella popolazione ad arte, era usata come controllo poliziesco delle rivolte contadine e delle richieste di maggiore libertà del popolo. Tipico è il caso della caccia alle streghe nel tirolo che rispecchia appieno l'insitllazione della paura in eventi soprannaturali per poter controllare le rivolte contadine. Di fronte ad una realtà sociale piena di malattie, di povertà, di fame... la religione non riesce più a dare risposte certe di fede e teologiche del perché certi avvenimenti succedono, quindi risulta facile dare la colpa alle streghe (le quali agiscono con il permesso di Dio) per qualsiasi danno sociale: morte di bambini, carestie, ecc... Quando più tardi, a causa della Riforma protestante, l'unità della fede non potrà più essere considerata l'elemento di unità della società, si dovranno assumere altri principi, ad esempio la nazionalità o l'appartenenza ad uno Stato e più tardi ad una classe sociale. C'è da dire, comunque, che era praticamente impossibile per il potere temporale non intervenire con punizioni pesantissime come il rogo, in quanto nessuno poteva permettersi di mettersi contro la Chiesa. Molte autorità temevano infatti di essere "corree" alle streghe. In ogni caso le prediche degli inquisitori invocavano il fuoco purificatore ed era impossibile per il potere temporale non applicare la pena di morte. Nei processi alle streghe del Tirolo e del Trentino, come riportati nei libri della Giovanna di Gesaro, si può notare come la forza politica della Chiesa e il suo giudizio, fosse inappellabile.

Lo studio delle cause

A differenza di quanto si creda comunemente, durante il medioevo le persecuzioni sono rivolte soprattutto contro gli eretici (Catari, Valdesi, o Albigesi). Comunque "fedi altre" accusate di concubinaggio con il diavolo. La Chiesa Cattolica pensava che Catari derivasse da Catus, gatto, adoratori del gatto/Satana. E' solo a partire dall'età moderna (dopo lo scoperta delle Americhe, nel momento in qui nasce l'Umanesimo e in cui la stampa appare) che incomincia questa persecuzione che alcuni non esitano a definire sessista (probabilmente l'unica del genere nella storia) e altri hanno voluto chiamare genocidio od olocausto. Sembra che la paura suscitata da questa globalizzazione epocale non possa però essere l'unica ragione per avere demonizzato un sesso ed averlo utilizzato come capro espiatorio. Ciò non appare sufficiente a spiegare il sistematico accanimento in una simile persecuzione, probabilmente vi contribuiva anche un aspetto economico, dato che la condanna comportava anche la confisca dei beni della vittima che venivano divisi a metà fra la Chiesa e il potere temporale. Se però si considera il fatto che, alla stessa epoca, due corporazioni lavorative stanno per avere un ruolo economico importante, quella dei medici e quella dei chierici, si capisce che le donne, che fino alla fine del medioevo godevano di una libertà (in particolar modo relativamente all'esercizio di una professione) più grande di quanto si sia voluto notare, vengano minacciate di eventuali persecuzioni, convincendole così a ritirarsi tra le mura domestiche e a rinunciare ad ogni tipo di attività all'infuori della cura della casa. Come detto, per collocare il fenomeno nel suo contesto storico, coincidente con il periodo delle guerre di religione e dell'Inquisizione, occorre ricordare come, tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Settecento, l'Europa fu scossa nella sua unità religiosa, al punto da collassare praticamente in una terribile caccia al colpevole, che non poteva altri che essere, di volta in volta, il cattolico, il luterano, il calvinista e così via. A seguito della Riforma, inoltre, il fenomeno di parcellizzazione religiosa si moltiplicò, perché, contrariamente ai desideri dello stesso Lutero, numerose altre sette di diramarono dal suo tronco, andando a formare le miriadi di sette non conformiste. Il fenomeno coinvolse tutti: dai contadini alle istituzioni, dai governanti alle persone del popolo. Non è dunque improbabile trovare proprio qui l'origine del fenomeno strega. Soprattutto nelle società agricole (e l'Europa all'epoca lo era in massima parte) le donne svolgevano infatti un particolare ruolo, che potremmo definire "conservativo". Allo stesso tempo, come testimonia anche l'esperienza contemporanea, la devozione femminile assume spesso alcune forme di completo abbandono e coinvolgimento. Già nel medioevo, ad esempio, fonti testimoniano come proprio le donne siano state le più attaccate alle antiche forme di culto pagane nelle campagne, e, allo stesso tempo, come fin dal primo cristianesimo, femminili furono le prime forme di vita cristiana associata che vennero alla ribalta. Ora, in un mondo in cui, invece, il diavolo è in agguato in ogni momento, perché non c'è più un'unità spirituale, ed, anzi, sempre più persone cercano la propria via religiosa, era facile far nascere il sospetto su un gruppo di donne che si riuniscono per compiere riti che non si riconoscono. Senza contare che queste stesse donne potrebbero essere state contattate da gruppi religiosi diversi. A ciò inoltre va aggiunto che questo è il periodo in cui la società per la prima volta, a partire dal Medioevo, comincia a riorganizzarsi, ed occuparsi (come avviene compiutamente nella nostra) di ogni abitante e della sua salvezza spirituale. Se gli uomini venivano arruolati nelle guerre, le donne restavano nelle campagne o svolgevano i loro riti nelle città. Quelle che sfuggivano al controllo potevano essere quelle che furono "battezzate" come streghe.

Inizio della persecuzione

E' una parte molto dolorosa da raccontare ma che deve comunque servire da esempio; a questo si è arrivati quando la tolleranza e il rispetto delle persone sono stati sacrificati in favore del fanatismo religioso.

Le supposte streghe (e a volte anche i loro figli, soprattutto se femmine), appartenevano per lo più alle classi popolari ed erano di solito vedove, prostitute, levatrici ed herbarie. Soltanto una piccola minoranza di loro poteva essere realmente annoverata tra i veri e propri criminali (fu il caso della cosiddetta "Voisin", per esempio, prestatrice di servizi satanici per le messe nere della Marchesa di Montespan, pure lei criminale, favorita di Luigi XIV di Francia, al fine di assicurasi a lungo i favori del re), colpevoli di omicidi, o di altri gravi reati. La stragrande maggioranza era invece composta da persone innocenti, di ogni età e condizione, spesso "levatrici" e guaritrici o prostitute, in un tempo in cui decotti ed infusi a base di piante usati dall'empirico sapere tradizionale delle guaritrici risultavano non meno efficaci e sicure di medicine e medici: e, d'altra parte, la popolazione, essenzialmente rurale, non aveva altre possibilità per curarsi del ricorrere ai loro rimedi, meno costosi di quelli dei medici. Molte "streghe" vennero torturate e bruciate vive, con le motivazioni ufficiali più varie, ma spesso in base a delazioni anonime mosse anche da futili ragioni (perché giovani, perché vecchie, soprattutto perché donne) e in molti casi, perché sotto tortura, in cambio della riduzione dei tormenti, facesse il nome di persone possibilmente benestanti, ree di complicità, in modo da poter istruire il processo successivo, considerato fortemente remunerativo, dato che il condannato subiva anche la confisca dei beni. Con il termine caccia alle streghe si indica la ricerca e persecuzione di donne sospettate di compiere sortilegi, malefici, fatture, legamenti, o di intrattenere rapporti con forze oscure ed infernali dai quali ricevere i poteri per danneggiare l'uomo specialmente nella virilità, o nel sciogliere o legare amori, come bene spiega la Di Gesaro nel suo libro Streghe (connotati, questi, che nell'imaginario popolare hanno da sempre delineato la figura della strega). Il fenomeno, che viaggia di pari passo con le religioni e le accompagna nel suo scorrere, ha registrato una particolare recrudescenza e spettacolarità, soprattutto tra la fine del XIV secolo e l'inizio del XVIII secolo all'interno dell'occidente cristiano. Ritenute sospette e pericolose dalle autorità religiose particolarmente in ambito cattolico le cui tesi sulla stregoneria vennero fatte proprie dal protestantesimo che, nelle caccia alle streghe, videro un obbiettivo comune, e dal potere civile, le sospette streghe erano oggetto di persecuzioni che sovente terminavano con la morte. Nella terminologia moderna, per estensione, con "caccia alle streghe" si indica l'atto di ricercare e perseguire determinate categorie di persone o un qualsiasi soggetto percepito come nemico, in particolare quando questa ricerca viene condotta usando misure estreme e con scarsa considerazione della reale colpevolezza o innocenza. Nella cultura greca e latina la figura della Strega aveva una propria collocazione, anche se caratterizzata con toni diversi da quelli delle donne malefiche datesi a Satana e al centro della demonizzazione del XV-XVII secolo. A determinare un profondo cambiamento della Strega e della sua eco di certo ebbe un ruolo fondamentale il contatto con il mondo cristiano, che considerava ogni espressione della cultura pagana una chiara testimonianza del culto di Satana. Lamiae, maleficae e striges erano termini utilizzati per indicare delle donne dedicate al maleficum, con caratteristiche che saranno anche in parte rinvenibili nella strega medioevale. Dunque, la Lamia, di cui abbiamo anche testimonianza nell'Antico Testamento (Is 34, 14) può essere ritenuta l'archetipo della strega, con tutte quelle temibili caratteristiche che accompagnarono l'operato delle streghe travolte dalla caccia fino al XVIII secolo. Le striges erano ritenute capaci di mutarsi in uccello per commettere le loro nefandezze: infatti la strix era un'uccello notturno avvolto da un simbolismo oscuro e inquietante. Questa era la visione della Strega presso l'area latina nell'epoca pre-cristiana. La persecuzione nei confronti delle Streghe ha origini molto antiche nella storia Cristiana, ed è da ricercarsi nel profondo disagio sociale presente all'epoca. Al contrario di quanto si possa pensare le persecuzioni non iniziarono nel XV secolo, ma già nel 314 D.C. con le prescrizioni del Concilio di Alvira che miravano a punire chiunque procurasse la morte con l'ausilio della magia, e del Concilio di Ancyra (314 D.C.) contro i praticanti la magia nera ed il maleficio. La storia continua con l'ambiguo Editto di Rotari (643 D.C.) che condanna le streghe e la stregoneria, ma al contempo indica i provvedimenti da adottare nei confronti di chi avesse arrecato danno alle presunte streghe, in quanto le considerava come donne che non possedevano alcun potere, ma che erano vittime della loro stessa superstizione e di quella degli altri, considerandole quindi alla stregua di semplici pazze. In seguito l'Editto di Liutprando (727 D.C.) e con il famoso Canon Episcopi (1000 circa D.C.) e con i Decretum di Graziano (1130 circa D.C.) la Chiesa pose maggiore attenzione sull'aspetto eretico, dal quale risulta che la stregoneria, a causa del suo atteggiamento pagano, offendeva profondamente la religione cristiana. Fino all' XI secolo le cosiddette "streghe" furono in linea di massima ignorate, poiché dapprima la persecuzione venne rivolta contro i Manichei e i Catari. Questi ultimi possedevano all'interno dei loro gruppi vescovi e diaconi iniziati che erano considerati "divini" e predicavano l'assoluta libertà verso ogni tipo di piacere terreno, ammettendo nel loro credo l'esistenza della Reincarnazione e soprattutto spingendo il popolo a non contribuire con offerte agli introiti della Chiesa. La persecuzione si estese fino a toccare i Valdesi e gli Albigesi, con l'accusa primaria di utilizzare la magia durante le loro assemblee religiose, fino ad arrivare alla gente delle campagne, i cosiddetti pagani, colpevoli di idolatria e di pratica della Vecchia Religione. E' importante notare come, nei testi alto-medioevali, i giuristi consideravano le streghe (striges, strigae, lamiae) come "demoni femminili pagani, dediti a truculenti rituali notturni, ai rapimenti dei bambini per succhiar loro il sangue." (La Stregoneria, Massimo Centini ed. Xenia tascabili). Nel Decretum (1138) pur conservando la tesi del Bucardo di Worms (1025) che alcuni aspetti, come il volo, fossero irreali, sosteneva il rapporto tra i praticanti ed il diavolo. Tra il XI ed il XIII il dibattito sulla stregoneria passò in secondo piano rispetto all'insorgenza delle eresie Catare e Valdesi, ed anche i vari processi contro maghi e streghe diminuirono al punto di essere trattati pochi casi di stregoneria nella prima metà del X-III secolo. Fu con la seconda metà del secolo che gli inquisitori tornarono ad occuparsi di stregoneria grazie anche al fatto che nel 1218 Federico II decise che la stregoneria fosse giudicata come crimen lesae maiestatis, in quanto era un'offesa alla maestà divina. Nel 1231 il Papa accolse questa decisione nell'Excommunicamus sancendo che pertanto streghe e stregoni potevano essere bruciati sul rogo. Finì così l'era in cui la strega veniva punita con la sola scomunica ed iniziava l'epoca dei roghi. Papa Innocenzo III nominò dei Legati, creando così l'Inquisizione Legatina, indipenente dall'autorità dei vescovi che non riuscì tuttavia ad arrestare le suddette eresie Catare e Valdesi. La bolla papale Ad extirpanda concesse un maggiore potere agli inquisitori. Il 22 agosto 1320 il Papa dava ordine agli inquisitori di Carcassonne e di Tolosa di intervenire contro coloro che utilizzavano i cosiddetti "illeciti magici". Nello stesso anno Bernard Gui, nella sua Practica inquisitionis haereticae pravitatis dava ampio spazio al modo di interrogare gli accusati di stregoneria. Il 14 agosto 1374 Gregorio XI invio al domenicano Giacomo de Moreria, allora inquisitore in Francia una lettera che chiedeva di provvedere contro coloro che erano accusati di avere strinto patti con Satana. Nel 1420 videro la luce tredici trattati sulla stregoneria, mentre con i cinquanta anni successivi il numero salì a ventotto. In questo clima due domenicani, Heinrich Institor (Kramer) e Jackob Sprenger, basandosi sulle loro esperienze come inquisitori in Germania furono incaricati di redigere un volume sulla stregoneria. Nacque così il Malleus malleficarum (Il martello delle streghe). Era l'inverno tra il 1486 ed il 1487 quando il volume vide la luce a Strasburgo. Iniziò così il lungo inverno della storia delle Streghe. Iniziò l'era dei roghi. Nei secoli la Stregoneria è stata perseguitata da molte parti. Sia il potere politico che quello ecclesiastico hanno infatti tentato di reprimere questo movimento imputandolo al Demonio. Il momento di maggiore intolleranza lo abbiamo avuto con l'avvento della Santa Inquisizione e del cosiddetto periodo (o era) dei Roghi. Molto spesso in realtà non furono le streghe ad essere bruciate vive, ma soltanto delle pazze visionarie, coloro che soffrivano di epilessia o chi si era fatte dei nemici. Le persone uccise in tutto sono innumerevoli, in alcuni testi si parla addirittura di nove milioni di persone, cosa non difficile da immaginare, soprattutto se si pensa che questa cosa ha coinvolto tutto il mondo per oltre cinque secoli. Finalmente in Francia dal 1682 sono abrogate le leggi contro la stregoneria. In Gran Bretagna le leggi furono applicate fino al 1736, anche se furono realmente abrogate soltanto nel 1951. Diciamo che, escludendo casi sporadici, la persecuzione cessa del tutto all'inizio del XIX secolo. I due ultimi episodi di streghe arse vive avvennero uno nella Svizzera protestante nel 1782 e l'altro nella Polonia cattolica nel 1793. Il tribunale dell'Inquisizione infatti molte volte condannava gli imputati a morte per i motivi più frivoli, un'indizio sicuro di stregoneria ad esempio era il fatto di non essere mai visti piangere durante l'interrogatorio. Ogni stima delle vittime sarebbe inesatta, si calcola comunque che il numero delle morti causate da questo periodo di isteria collettiva furono molti milioni, e finalmente, dopo secoli in cui la Chiesa ha cercato di giustificarsi con fatti falsi ed artificiosi, come la presunta adorazione del "diavolo" da parte delle Streghe, Papa Giovanni Paolo II, durante la messa della giornata del 6 gennaio 2000, ha chiesto pubblicamente perdono al mondo e all'umanità dei crimini commessi contro le altre religioni, ivi compreso il paganesimo, e dei crimini commessi durante l'Inquisizione contro chi era accusato di avere “commerci carnali con il demonio”.

L'entità della persecuzione

Le donne (il cui termine latino foemina derivava secondo il Malleus da fe -fede- e minus -minore-) venivano sospettate proprio in virtù del loro sesso. Le accuse erano vastissime: dal predire il futuro a preparare filtri d'amore o il malocchio. Grillot de Givry scrisse nel suo Musée de sorciers che le streghe "volano in aria cavalcando scope e caproni, uccidono i bambini per cibarsene, guariscono le malattie senza conoscere la medicina, si tramutano in animali, prendono le sembianze dei defunti, rinnegano la religione e si affidano a Satana, accoppiandosi a lui nei Sabba". La questione del volo notturno verso il Sabba fu dibattuta da teologi e demonologi per quasi dieci secoli. Inquisitori come Bernardo da Como o Silvestro Prierias erano convinti che si potesse affermare l'essenza diabolica di una donna solo dimostrando che volava di notte. A nulla valsero le opinioni di dotti rinascimentali, come Andrea Alciato o il giurista piacentino Ponzinibio, secondo cui il volo era in realtà un effetto sulla psiche prodotto da sostanze allucinogene. L'ottica antifemminista che prevale in questi intellettuali non è, in realtà, teologicamente nuova: di nuovo c'è ora il fatto che la donna viene considerata come una sorta di intermediaria tra l'uomo e il demonio. Siamo alla conclusione di un processo di "demonizzazione femminile" iniziato secoli prima, che ricorre con frequenza nelle satire, nei fabliaux medievali, nella trattatistica ascetica. Uno dei primi ad avere un interesse scientifico per le sostanze psicoattive usate dalle streghe fu il medico spagnolo Andreas Laguna nel '500. Fu lui che si accorse di quali incredibili conoscenze naturalistiche avessero le donne e dell'uso che facevano di erbe che potevano indurre eccitazione psichica accompagnata da allucinazioni (anche la pelle di rospo e la coda di lucertola contengono agenti allucinogeni). Questo, per le donne, era anche un modo di emanciparsi dal ruolo di marginalità e sudditanza in cui erano sempre state tenute. La caccia alle streghe fu un fenomeno europeo ma soprattutto in Germania fu particolarmente cuento. Molti studiosi hanno affrontato l'argomento e hanno discusso, nel tentativo di determinare delle stime accettabili e condivise sul numero delle vittime della caccia alle "streghe" durante i due secoli in cui sia i tribunali dell'Inquisizione che quelli della Riforma le condussero al rogo. Il raggiungimento di una certezza sul tema è ostacolato da molti elementi: ad esempio, si è persa traccia di documenti e notizie certe in ordine a gran parte dei processi. Il motivo principale fu che per paura che gli immensi archivi inquisitoriali cadessero nelle mani dei protestanti o degli avversari della Chiesa, molti archivi vennero dati alle fiamme, come Milano, Mantova, Benevento e quelli della Sicilia con migliaia e migliaia di processi. O come quelli rubati dai francesi a Roma. Pertanto le cifre che si ipotizzano in ordine alle vittime della persecuzione vanno considerate come ordini di grandezza e spesso sono oggettivamente influenzate dalle opinioni e dalle collocazioni culturali degli Autori che le hanno determinate. Le ipotesi minime parlano di circa 110.000 processi e 50.000 esecuzioni cifre successivamente ridotte dallo stesso autore a 100.000 processi e 50.000 esecuzioni. Esistono poi molti studi che pervengono a conclusioni di poco superiori, mentre a risultati notevolmente distanti si collocano pochi autori che parlano di 12.000.000 processi e 9.000.000 esecuzioni. La situazione muta, ma non di molto, se si passa ad esaminare cifre parziali riferite a particolari aree geografiche che sono state oggetto di studi più particolareggiati ed approfonditi, sulla base del ritrovamento di documenti processuali, ma purtroppo è evidente che tali stime sono approssimate per difetto, non essendo stato possibile recuperare la documentazione per ogni processo celebrato. Sempre stando a Gustav Henningsen, i tribunali ecclesiastici di cui era direttamente responsabile la Chiesa Cattolica celebrarono in tutto 20.000 processi per stregoneria (in Spagna, Italia e Portogallo), in Spagna furono condannate al rogo 49 "streghe", in Italia 36 e in Portogallo 4.; negli altri paesi, infine, furono invece le autorità civili a celebrare ben 100.000 processi che nella metà circa dei casi si risolsero nella pena capitale: secondo queste stime sarebbero perciò i tribunali civili e non la Chiesa cattolica ad avere avuto le maggiori responsabilità di questa follia. Ma basta pendere un libro come quello della di Gesaro "Streghe" per vedere che solo nel Trentino la cifra di 36 venga ampiamente superata e non si riesce comprendere le stime dell'Henningsen. Per misurare l'incidenza del numero delle vittime occorre poi raffrontarla con la popolazione europea di quei tempi. Si tratta inoltre, per l'80% di queste vittime, esclusivamente di donne. Va notato che, paradossalmente, se è in Italia che nasce la base religiosa e filosofica, nonché teologica sulla caccia alle streghe, attraverso bolle e manuali, non è in questo paese (eccetto nel nord in Piemonte, ovvero vicino alla linea di contatto fra protestantesimo e cattolicesimo) che si scateneranno più violentemente queste persecuzioni, né quello in cui mieteranno più vittime. Esse saranno ben più numerose sia in Francia che in paesi anglosassoni quali la Gran Bretagna e in Germania. Ma questo fatto, però, è puramente statistico, in quanto nei paesi sopra citati esistono ancora archivi intatti della caccia alle streghe, mentre in Italia sono stati distrutti nel corso dei secoli. Come spiega Massimo Centini, antropologo, e Laura Rangoni, nell'intervista alla trasmissione "L'ora delle streghe l'olocausto dimenticato" testualmente: "Il numero delle streghe arse in Italia è non verificabile in quanto molte volte venivano fistrutti i verbali insieme alle streghe perché non rimanesse traccia di quella infamia, non solo i parenti delle streghe comperavano i verbali per cancellare ogni prova di cattivo nome della famiglia e non dobbiamo dimenticare che sono stati distrutti archivi interi."

Intorno al 1590 i cattolici tedeschi bruciarono tutte le donne di due villaggi alla periferia di Treviri, nella regione del Palatinato. A Colonia, tra il 1627 e il 1630, le levatrici della città furono quasi tutte eliminate. Erano accusate di uccidere i bambini non battezzati, di praticare aborti e contraccezione. Ma venivano mandate sul rogo anche le donne che si dedicavano alla guarigione dei malati, minacciando, con la loro conoscenza delle erbe, i poteri dei sacerdoti esorcisti. Molto sospette erano anche le vedove (che a causa delle tante guerre erano aumentate in maniera spropositata), le nubili, le cuoche, le levatrici e non venivano risparmiati neppure personaggi del mondo ecclesiale, come suore, badesse, preti e persino qualche vescovo. Il primo tedesco che si oppose alla credenza delle streghe fu il medico calvinista Johann Weyer, morto nel 1588, ma la sua opera fu posta all'Indice dei libri proibiti e lui stesso rischiò di finire sul rogo. Oltre alla Germania (renana soprattutto) altre zone europee molto toccate dal fenomeno furono la Stiria e il Tirolo austriaco, la Scozia calvinista, e più in generale l'Inghilterra dell'Essex (la vittima più illustre degli inglesi fu Giovanna d'Arco nel 1431), le Fiandre, la Polonia, la Svizzera, la Svezia, la Danimarca, la Norvegia, la Spagna, la Francia del sud (specie la zona dei Pirenei). In Italia si registrano persecuzioni di massa in Valcamonica, in Valtellina, nell'area del Tonale, presso i territori di Brescia e Bergamo. Nel Canton Ticino il vescovo di Milano, Carlo Borromeo, tra il 1565 e il 1583, presenziò a processi ed esecuzioni di centinaia di fattucchiere. L'inquisizione italiana, nella sola Lombardia, nei primi 30 anni del XV sec., avrebbe mietuto non meno di 25.000 vittime. Nel 1575 nel solo regno di Francia operavano più di 100.000 tra streghe, stregoni, fattucchiere e maliarde. Ebbene, in questo periodo, nel solo distretto di Saint Claude, il magistrato Boguet fece bruciare oltre 1500 streghe, mentre in Lorena un altro procuratore generale, Nicole Remy, riuscì a far condannare a morte 800 persone in cinque anni. Tra gli inizi del XIII sec. fino al XVII si calcola che siano state inquisite, incarcerate, torturate non meno di nove milioni di persone, di cui 1/4 o addirittura 1/3 finì sul rogo. Solo nell'anno 1486 l'inquisitore spagnolo Tomas de Torquemada ne fece ardere 6.687 unicamente nella città di Toledo. A lui si attribuiscono almeno 10.000 vittime l'anno per un quindicennio. Le persecuzioni si attenuarono temporaneamente nel decennio 1530-40, allorché sembrava ventilarsi la ricomposizione tra cattolici e protestanti, ma ripresero con più accanito vigore nella seconda metà del '500 e soprattutto durante la Guerra dei Trent'anni (1618-1648). Non erano soltanto i cattolici a praticare la caccia alle streghe, ma anche i protestanti. Il giudice Benedikt Carpow, inquisitore di Wittenberg, si vantò di averne mandate a morte almeno 20.000 tra il 1566 e il 1596. I protestanti mandarono sul rogo nel 1589 a Quedlinburg ben 133 streghe e altre 300 a Ellwaangen. Solo verso la fine del 1600, quando ci si rese conto che la divisione del mondo cristiano era un fatto acquisito, le persecuzioni di massa cessarono. A dir il vero già nel corso di tutto il Seicento molti scienziati, filosofi e teologi avevano messo in dubbio l'operato delle streghe. Il dubbio cartesiano, lo sperimentalismo scientifico di Keplero, Galilei, Newton... mal si adattavano a credere agli spiriti o alle forze soprannaturali. E così, in Francia non si accettano denunce contro i maghi già a partire dal 1682. In Gran Bretagna le leggi contro la stregoneria vengono abrogate nel 1736. Nel 1749 l'opera dell'abate Girolamo Tartarotti, "Il congresso notturno delle lamie", chiude la caccia alle streghe, indagando il fenomeno con mezzi scientifici. Forse l'ultima grande persecuzione storica può essere considerata quella di Salem nella Nuova Inghilterra, nel 1692. Episodi sporadici si sono tuttavia verificati anche ai giorni nostri: nel 1976, in un villaggio tedesco, Elizabeth Hahn, un'anziana donna accusata di tenere con sé, sotto forma di cani, alcuni diavoli, è stata bruciata viva; l'anno seguente qualcosa di analogo è accaduto ad Alençon in Francia; nel 1981 una folla ha ucciso in Messico a colpi di pietra una donna accusata di aver provocato, con un maleficio, l'attentato a papa Wojtyla. Alla fine del 1998 i vertici della chiesa cattolica hanno iniziato a prendere in esame, sul piano storiografico, le responsabilità dell'Inquisizione nei secoli passati.

Relazione tra papato ed Inquisizione - Il Malleus Maleficarum

Come abbiamo potuto constatare la Chiesa si abbatté con il suo sacro maglio su particolari forme di eresia, prevalentemente su quella Catara, per poi toccare solo successivamente i casi di magia e stregoneria. Comunque fino al 1200, prima dell'avvento al pontificato di Federico II, chiunque fosse accusato di pratiche occulte era passibile di scomunica, mentre successivamente cominciarono ad accendersi i primi roghi e ad innalzarsi i primi patiboli. Il tribunale dell'Inquisizione si aggiudicò il potere decisionale assoluto grazie alla bolla "Ad Extirpanda", promulgata da Innocenzo IV, che introdusse legalmente per la prima volta nella storia della Chiesa l'utilizzo della tortura come complemento giuridico per lo svolgimento dei processi. Grandi figure inquisitorie divengono i crudeli miti della caccia alle streghe e spiccano altisonanti i nomi degli spietati Nicholas Eymerich, Pierre de Lancre e Torquemada, terrorizzando i tribunali di tutta Europa. Dal 1300 in poi la Chiesa definisce eretici coloro che attraverso rapporti diabolici entrano in possesso di conoscenze magiche e vengono altresì considerate pratiche eretiche l'invocazione di potenze infernali, la lettura di formule magiche ed addirittura il mettersi in cerchio a danzare o a suonare. Dal 1320 al 1420 solo in Europa vengono pubblicati tredici trattati giuridici sulla stregoneria, all'interno dei quali vengono toccati temi quali la metamorfosi, il volo ed il Sabba, termini che da questo momento in poi entreranno a far parte del vocabolario accusatorio di ogni tribunale ecclesiastico. L'apertura ufficiale della caccia alle streghe è datata 5 dicembre 1484, quando Giovan Battista Cybo (Innocenzo VIII) promulga la bolla papale "Summis Desiderantes Affectibus", con la quale lancia l'offensiva giuridica contro le "malefiche" e dà incarico all'ordine dei Domenicani di occuparsi dello svolgimento delle indagini, nonché dell'effettiva conclusione dei processi. In particolare invita gli alsaziani Heinrich Kramer (Institoris) e Jacob Sprenger a stilare un sorta di "manuale del perfetto inquisitore". Il Malleus Maleficarum diviene dunque il trattato legale contro la stregoneria, il "vangelo processuale" da cui attingere tutte le informazioni giuridiche per poter agire contro chiunque si opponesse alle regole morali della Chiesa e del pontificato. Le prime copie del Malleus vennero stampate a Strasburgo nel 1487 da Gutenberg, a cui seguirono fino al 1669 trentaquattro edizioni per un totale di 35.000 copie. Oltre il volo notturno e la metamorfosi, all'interno del manuale troviamo temi ricorrenti quali: la capacità delle streghe di leggere nel pensiero, di predire il futuro, la conoscenza di lingue arcaiche mai imparate, l'aumento della forza fisica, la presenza del "signum diabolicum", l'incontro e l'accoppiamento con Satana durante la Tregenda, il bacio osceno. Oltrepiù Institor e Sprenger mettevano in guardia chiunque si accingesse a svolgere il processo che con "sconci atti venerei" i diavoli sarebbero stati in grado di procreare attraverso la strega imputata. Si calcola che dai primi concili (dal 300 circa d.C.) fino alla fine del XVII secolo, nel nome di un Dio ignaro della crudeltà del suo esercito, vennero giustiziate circa nove milioni di persone, tra presunte streghe, eretici, omosessuali, Ebrei, Catari, Albigesi e Valdesi.

Fine della persecuzione

Tra il 1650 e la fine del 1700 ebbe lentamente luogo il declino dell'accanimento giuridico contro l'eresia. Importanti personaggi come Heinrich Cornelius Agrippa e Giovanni Pico della Mirandola suggerirono una visione sottile ed innovativa del patrimonio delle conoscenze magiche dell'epoca, stabilendo nuove visioni del limite fra reale ed irreale. Uomini di scienza come Copernico, Keplero, Newton e Galileo dimostrarono come l'universo fosse retto da precise leggi fisiche e non magiche, basando la conoscenza della natura sul metodo scientifico sperimentale (usando la terminologia di Galileo Galilei: "su sensate esperienze e necessarie dimostrazioni"). Si delineò in questo modo una nuova concezione tendente a distinguere religione e scienza, definendo quindi ambiti autonomi di sapere e nuovi assetti di potere intellettuale. Se nel Medioevo mai nessuno “illuminò gli spiriti così traviati e superstiziosi”, nel Rinascimento non pochi furono coloro che con i loro scritti presero le difese di quelle povere donne che salivano sul rogo, ma sicuramente più forti e numerosi erano gli altri, coloro che credevano nella magia e nella stregoneria e partecipavano direttamente alla formazione di sentenze contro gli indiziati oppure esprimevano il loro consenso alle condanne. La tesi ripercorre il cammino della stregoneria dalla innocenza della superstizione e dalla fraudolenza dell’inganno e del raggiro fino al reato e alla persecuzione. E’ solamente da sec. XVIII, il secolo dei Lumi della ragione e dello spirito laico, che le povere donne accusate di stregoneria riceveranno tutela e salvezza. La seconda parte della tesi si sofferma sul ruolo svolto dall’importante opera di Girolamo Tartarotti “Del congresso notturno delle lammie” che con un’analisi concreta ispirata alla nuova razionalità smonta di fatto tutto il castello accusatorio su cui s’era basata la catena plurisecolare dei processi e impone da parte dell’opinione pubblica una scelta di umanità, ma è solo quando dall’ambito culturale queste nuove idee si trasferiscono sul piano normativo e giudiziario che la situazione cambia radicalmente e dalla persecuzione si ritorna all’intervento morale e sanitario.

Le Bolle inquisitorie

“Vox in rama" - Gregorio IX - 1233
“Super illius specula” - Giovanni XXII - 1326
“Nuntiatum est nobis” - Sisto IV - 1473
“Summis desiderantes affectibus” - Innocenzo VIII - 1484
“Cum acceperimus” - Alessandro VI - 1501
“Honestis petentium votis” - Leone X - 1521
“Dudum, uti nobis” - Adriano VI - 1523
“Coeli et terrae” - Sisto V - 1586
“Instructio pro formandis processibus in causis stigum, sortilegiorum et maleficiorum” - Sancto Offitio - 1620

I Canoni inquisitori

“Concilio di Ancira” - Sancto Offitio - 314 d.c.
“Decretum” - Burcardo di Worms - 850 d.c. circa
“Canon Episcopi” - Ludovico II - 867 d.c.
“Canon” - Reginone di Prum - 900 d.c. circa
“Decreta” - Ivone di Chartres - 1100 d.c. circa
“Decretum” - Graziano - 1100 d.c. circa
“Consilium” - Bartolo da Sassoferrato - 1339 d.c.
“Lo specchio della vera penitenza” - Jacopo Passavanti - 1340 d.c.
“Directorium inquisitorum” - Nicolas Eymerich - 1376 d.c.
“Formicarius” - Johann Nider - 1437 d.c.
“Quaestio XLVII” - Alfonso Tostato - 1449 d.c.
“Tractatus contra daemonum invocatores" - Jean Vineti - 1450 d.c.
“Flagellum haereticorum”- Nicolas Jacquier - 1458 d.c.
“Lamiarum sive striarum opusculum" - Girolamo Visconti - 1460 d.c.
“Opusculum de striis” - Girolamo Visconti - 1460 d.c.
“Quaestio de strigis” - Giordano da Bergamo - 1470 d.c.
“De lamiis et pythonicis mulieribus"- Ulrich Molitor - 1475 d.c.
“Malleus maleficarum” - Heinrich Kramer - 1487 d.c.
“De strigiis” - Bernardo Rategno - 1507 d.c.
“Summa Sylvestrina” - Silvestro Prierias - 1513 d.c.
“De strigimagarum daemonumque mirandis" - Silvestro Prierias - 1516 d.c.
“Strix. O vero de gli inganni de demoni" - G.F. Pico della Mirandola - 1523 d.c.
“Quaestio de strigibus” - Bartolomeo Spina - 1523 d.c.
“In Ponzinibium de lamijs” - Bartolomeo Spina - 1530 d.c.
“Parergon iuris libri XIII” - Andrea Alciato - 1582 d.c.
“Daemonolatreiae libri tres” - Nicolas Remy - 1595 d.c.
“Disquisitionum magicarum libri sex" - Martin Anton del Rio - 1600 d.c.
“Compendium maleficarum” - Francesco Maria Guazzo - 1608 d.c.
“Trattato della forza della fantasia umana" - Lodovico Muratori - 1745 d.c.
“Del congresso notturno delle Lammie" - Girolamo Tartarotti - 1749 d.c.

La tragedia di Salem

La comunità di Salem Village era stata fondata nel 1626 da Roger Conant, come luogo ideale per ospitare una stazione di pesca e un emporio commerciale sulla costa atlantica del Massachusetts, nella contea dell'Essex. Da centro di scambi commerciali, Salem si era trasformata dopo il 1630, in coincidenza con l'ondata di immigrazione dei pellegrini puritani da un'Europa lacerata dalle guerre di religione, in un vero e proprio paese retto da un consiglio municipale che, nel giro di un decennio, aveva concesso terre verso l'interno per diverse miglia a favore della nuova popolazione in costante aumento, tanto che a Salem Village si era affiancata una Salem Town, mostrando una perfetta coesione tra potere religioso e potere mercantile. Una delle più terribili e apparentemente inspiegabili caccia alla streghe ebbe inizio sul finire del 1691. Alcune giovanette erano solite riunirsi, per gioco, cercando di indovinare il loro futuro (chi avrebbero sposato, che mestiere avrebbero fatto i loro mariti ecc.). Una di esse ideò una specie di rudimentale sfera di cristallo: un bianco d'uovo sospeso in un bicchiere pieno d'acqua. Si chiamava Sarah Cole e disse al processo di aver intravisto galleggiare "uno spettro in sembianza di bara". Quell'esperienza preoccupò alcuni genitori delle ragazze che nel febbraio 1692 si rivolsero al reverendo Samuel Parris, padre di una delle giovani, Betty, di nove anni, e zio di un'altra, Abigail Williams, di undici. Samuel, a sua volta, si rivolse al medico William Griggs e insieme convennero che poteva trattarsi di "malocchio" o "stregoneria malefica". In tal caso, essendo la stregoneria severamente proibita, occorreva sporgere denuncia contro ignoti. Tuttavia, su consiglio di altri pastori puritani, il reverendo Parris non prese alcuna decisione. Poco tempo dopo una coppia di schiavi caraibici di casa Parris, Tituba e John Indian, istigati da una donna del villaggio, Mary Tibley, fecero mangiare a un cane una focaccia composta da farina di segale mista a urina delle giovani colpite dal maleficio, per vedere se l'animale avrebbe provato gli stessi effetti. Parris denunciò ovviamente la Tibley, ma da quel giorno, come per contagio, altre otto ragazze, comprese tra i dodici e i diciannove anni, cominciarono a mostrare strani comportamenti. Iniziativa.Alla fine del febbraio dello stesso anno, dopo insistiti interrogatori alle ragazze, furono arrestate tre donne: la schiava Tituba, che confessò subito di essere una strega, e altre due donne: Sarah Good e Sarah Osborne, che invece negarono. Furono incarcerate e durante la detenzione, pare per motivi naturali, morì la Osborne. Quello di Salem non era il primo caso di stregoneria avvenuto nel New England, ma tutti si erano risolti con lievi pene di detenzione. Reverendo Parris organizzò vari digiuni presso le famiglie colpite da questi fenomeni, ma proprio durante un incontro comune alcune giovani si lasciarono andare a manifestazioni ancora più gravi (convulsioni, irrigidimento degli arti, ecc.). Poi la diciassettenne Mary Walcott mostrò un morso sul braccio; la dodicenne Ann Putnam gridò di vedere un uccello giallo sul cappello di un pastore; la stessa nipote di Parris, Abigail, emetteva suoni sibilanti e prendeva dal caminetto tizzoni ardenti lanciandoli per la casa, e così via. La goccia che fece traboccare il vaso fu l'arresto di un'altra donna, Martha Cory, che al momento dell'interrogatorio era in grado di far provare a distanza alle giovanette lì presenti, muovendo semplicemente le mani o le labbra, sensazioni di tipo fisico. I pastori cominciarono a predicare esplicitamente dal pulpito che si era in presenza di fenomeni di stregoneria vera e propria. La conferma di questa situazione anomala fu data dalla confessione di Abigail Williams, secondo cui un ex pastore del luogo, trasferitosi in una parrocchia di frontiera del Maine, era il principale stregone artefice di tutto quel complotto malefico. Anche lui venne arrestato. Nella primavera del 1692 le carceri di Boston e di altri centri limitrofi straboccavano di presunte streghe e stregoni. La prima udienza si svolse il 2 giugno dello stesso anno (1962). Otto giorni dopo salì sul patibolo una donna di Salem Village, Brigdet Bishop. Il 29 giugno la corte mandò a morte altre cinque imputate, tra cui Sarah Good, che al vicario di Salem Town disse al momento di morire: "Non sono una strega più di quanto tu sia un mago". Il 5 agosto furono giustiziate altre cinque donne. Due settimane dopo finirono sulla forca due uomini, tra cui il reverendo George Burroughs, che proclamò la propria innocenza. Ai primi di settembre la corte condannò a morte altre sei presunte streghe (a una la forca fu risparmiata perché incinta; un'altra riuscì a fuggire). Il 17 dello stesso mese altre nove persone furono condannate a morte, a cinque delle quali però fu commutata la pena. Giles Cory, marito di Martha (una delle prime "streghe" arrestate) fu torturato a morte. Il 22 settembre altre otto donne salirono il patibolo. A questo punto quindici pastori puritani, guidati da Increase Mather di Boston, stilarono un documento in cui si dichiarava che prima di condannare a morte qualcuno bisognerebbe avere delle prove inconfutabili. I giudici infatti si erano basati prevalentemente sulle confessioni degli accusati e ritenevano prove schiaccianti affermazioni relative a "manici di scopa, rituali blasfemi, rapporti carnali col demonio, patti luciferini firmati col sangue o apparizioni spettrali, forme di telepatia o manifestazioni di poteri particolari, irreligiosità dell'inquisito". Sul fine dell'estate del 1692 si manifestò tra i giudici della Corte di giustizia un certo disagio quando si accorsero che le esecuzioni non erano riuscite a metter fine all'ondata di stregoneria che aveva colpito la comunità di Salem. Il 12 ottobre il governatore Phips proibì ogni ulteriore carcerazione o processo per fatti di stregoneria e sciolse la Corte. Tuttavia, all'inizio del 1693 una speciale Corte di giustizia prese in esame gli ultimi 52 casi: 49 detenuti furono assolti e a tre, condannati a morte, fu commutata la pena. Da allora non si registrò più alcun altro caso di stregoneria.

I processi e le torture

I processi per stregoneria avevano una forte motivazione commerciale; c'era l'usanza di far pagare ai familiari degli accusati una tassa per le feroci torture inflitte alle vittime e che dovevano coprire le spese che andavano dall'incarcerazione all'esecuzione dell'imputato. Una atroce ultima beffa perpetrata ai loro danni.

Dissanguamento

Era una credenza comune che il potere di una strega potesse essere annullato dal dissanguamento o dalla purificazione tramite fuoco del suo sangue. Le streghe condannate erano 'segnate sopra il soffio' (sfregiate sopra il naso e la bocca) e lasciate a dissanguare fino alla morte.

Il Rogo

Una delle forme più antiche di punizione delle streghe era la morteper mezzo di roghi, un destino riservato anche per gli eretici. Il rogo spesso era una grande manifestazione pubblica. L'esecuzione avveniva solitamente dopo breve tempo dall'emissione della sentenza. In Scozia, il rogo di una strega era preceduto da giorni di digiuno e di solenni prediche. La strega prima veniva strangolata e poi il suo corpo (a volte il suo corpo in stato di semi-incoscenza) era, a volte, scaricato in un barile di catrame prima di venire legato a un palo e messo a fuoco. Se la strega, nonostante tutto, riusciva a liberarsi e a tirarsi fuori dalle fiamme, la gente la respingeva dentro.

Pulizia dell'anima

Era spesso creduto, nei paesi cattolici, che l'anima di una strega o di un eretico fosse corrotta, sporca e covo di quanto di contrario ci fosse al mondo. Per pulirla prima del giudizio, qualche volta le vittime erano forzate a ingerire acqua calda, carbone, perfino sapone. La famosa frase 'sciacquare la bocca con il sapone' che si usa oggi, risale proprio a questa tortura.

Mastectomia

Alcune torture erano elaborate non solo per infliggere dolore fisico ma anche per sconvolgere la mente delle vittime. La mastectomia era una di queste. La carne delle donne era lacerata per mezzo di tenaglie, a volte arroventate. Uno dei più famosi casi che si conosca in cui fu usata questa tortura era quello di Anna Pappenheimer. Dopo essere già stata torturata con lo strappado, fu spogliata, i suoi seni furono strappati e, davanti ai suoi occhi, furono spinti a forza nelle bocche dei suoi figli adulti. Questa vergogna era più di una tortura fisica; l'esecuzione faceva una parodia sul ruolo di madre e nutrice della donna, imponendole un'estrema umiliazione.

Impalamento

Veniva attuata per mezzo di un palo aguzzo inserito nel retto della presunta strega, forzato a passare lungo il corpo per fuoriuscire dalla testa o dalla gola. Il palo era poi invertito e piantato nel terreno, così, queste miserabili vittime, quando non avevano la fortuna di morire subito, soffrivano per alcuni giorni prima di spirare. Tutto ciò veniva fatto ed esposto pubblicamente.

Vergine di Norimberga

La, anche chiamata, fanciulla di ferro era una specie di contenitore di metallo con sembianze umane (di fanciulla appunto) con porte pieghevoli. Nella parte interna delle porte erano inseriti delle lame metalliche. I prigionieri venivano chiusi dentro in modo che il loro corpo fosse esposto a queste punte in tutta la sua lunghezza. Naturalmente questa macchina era progettata per non dare subito la morte che sopraggiungeva lentamente fra atroci dolori.

Annodamento

Questa era una tortura specifica per le donne. Si attorcigliavano strettamente i capelli delle streghe a un bastone. Quando l'inquisitore non riusciva ad ottenere una testimonianza si serviva di questa tortura; robusti uomini ruotavano l'attrezzo in modo veloce provocando un enorme dolore e in alcuni casi arrivando a togliere lo scalpo e lasciando il cranio scoperto. Questa tortura era usata in Germania contro gli zingari (1740-1750) e in Russia con la Rivoluzione Bolscevica nel 1917-1918.

Ordalia del Fuoco

Prima di iniziare l'ordalìa del fuoco tutte le persone coinvolte dovevano prendere parte a un rito religioso. Questo rito durava tre giorni e gli accusati dovevano sopportare benedizioni, esorcismi, preghiere, digiuni e dovevano prendere i sacramenti. Dopodichè si veniva sottoposti all'ordalìa aveva inizio: gli accusati dovevano trasportare un pezzo di ferro bollente per una certa distanza. Il peso di questo peso era variabile: si andava da un minimo di circa mezzo chilo per reati minori, fino a un chilo e mezzo. Un altro tipo di ordalìa del fuoco consisteva nel camminare bendati e nudi sopra i carboni ardenti. Le ferite venivano coperte e dopo tre giorni una giuria controllava se l'accusato era colpevole o innocente. Se le ferite non erano rimarginate l'accusato era colpevole, altrimenti era considerato innocente. Si poteva aver salva la vita però: corrompendo i clerici che dovevano officiare la prova si poteva fare in modo che ferro e carboni avessero una temperatura sufficientemente tollerabile.

Ordalia

In questo tipo di ordalìa l'acqua simboleggia il diluvio dell'Antico Testamento. Come il diluvio spazzò via i peccati anche l'acqua 'pulirà' la strega. Dopo tre giorni di penitenze l'accusata doveva immergere le mani in acqua bollente, alla profondità dei polsi. Spesso erano costrette a immergerle fino ai gomiti. Si aspettava poi tre giorni per valutare le colpe dell'accusata (come per l'ordalìa del fuoco). Veniva messa in pratica anche un'ordalìa dell'acqua fredda. Alla strega venivano legate le mani con i piedi con una fune, in modo tale che la posizione non fosse certo propizia per rimanere a galla. Dopodichè veniva immersa in acqua; se galleggiava era sicuramente una strega in quanto l'acqua 'rifiutava' una creatura demoniaca, se andava a fondo era innocente ma difficilmente sarebbe stata salvata in tempo

Il Forno

Nel diciassettesimo secolo più di duemila fra ragazze e donne subirono questa pena nel giro di nove anni.

Immersione dello sgabello

Questa era una punizione che più spesso era usata nei confronti delle donne. Volgarmente sgradevole, e spesso fatale, la donna veniva legata a un sedile che impediva ogni movimento delle braccia. Questo sedile veniva poi immerso in uno stagno o in un luogo paludoso. Varie donne anziane che subirono questa tortura morirono per lo shock provocato dall'acqua gelida. L'immersione dello sgabello era usato per le streghe in America, e in Gran Bretagna come punizione per crimini minori; prostitute e recidivi.

La Garrotta

Non è altro che un palo con un anello in ferro collegato. Alla vittima, seduta o in piedi, veniva fissato questo collare che veniva stretto poi per mezzo di viti o di una fune. Spesso si rompevano le ossa della colonna vertebrale.

La Pera

La Pera era un terribile strumento che veniva impiegato il più delle volte per via orale. La pera era usata anche nel retto e nella vagina. Questo strumento era aperto con un giro di vite da un minimo, a un massimo dei suoi segmenti. L'interno della cavità in questione era orrendamente mutilato e spesso mortalmente. I rebbi costruiti alla fine dei segmenti servivano meglio per strappare e lacerare la gola o gli intestini. Quando applicato alla vagina i chiodi dilaniavano la cervice della povera donna. Questa era una pena riservata a quelle donne che intrattenevano rapporti sessuali col Maligno o i suoi familiari.

La Pressa

Anche conosciuta come pena forte e dura, era una sentenza di morte. Adottata come misura giudiziaria durante il quattordicesimo secolo, raggiunse il suo apice durante il regno di Enrico IV. In Bretagna venne abolita nel 1772.

La Cremagliera

Era un modo semplice e popolare per estorcere confessioni. La vittima veniva legata su una tavola, caviglie e polsi. Rulli erano passati sopra la tavola (e in modo preciso sul corpo) fino a slogare tutte le articolazioni.

La Strappata

Una delle più comuni e anche una delle tecniche più facili. L'accusato veniva legato a una fune e issato su una sorta di carrucola. L'esecutore faceva il resto tirando e lasciando di colpo la corda e slogando, così, le articolazioni.

Lo Squassamento

Era una forma di tortura usata insieme alla “Strappata”. L'accusato qui veniva sempre issato sulla carrucola, ma con dei pesi legati al suo corpo che andavano dai 25 ai 250 chili. Le conseguenze erano gravissime.

Tormentum Insomniae

Consisteva nel privare le streghe del sonno. Matthew Hopkins la usava in Essex. La vittima, legata, era costretta a immersioni nei fossati anche durante tutta la notte per evitare che si addormentasse.

Il Triangolo

Altro terribile strumento di tortura analogo alla ”Pera” e all'Impalamento. L'accusato veniva spogliato e issato su un palo alla cui estremità era fissato un grosso oggetto piramidale di ferro. La presunta strega veniva fatta sedere in modo che la punta entrasse nel retto o nella vagina. Alla fine alla poveretta venivano fissati dei pesi alle mani e ai piedi.

Le Turcas

Questo mezzo era usato per lacerare e strappare le unghie. Nel 1590-1591 John Fian è stato sottoposto a questa e altre torture in Scozia. Dopo che le sue unghie vennero strappate, degli aghi furono inseriti nelle sue estremità.

La Ruota

In Francia e Germania la ruota era popolare come pena capitale. Era simile alla crocifissione. Alle presunte streghe ed eretici venivano spezzati gli arti e il corpo veniva sistemato tra i raggi della ruota che veniva poi fissata su un palo. L'agonia era lunghissima e poteva anche durare dei giorni.

La Culla della Strega

Questa era una tortura a cui venivano sottoposte solamente le streghe. La strega veniva chiusa in un sacco poi legato a un ramo e veniva fatta continuamente oscillare. Apparentemente non sembra una tortura ma il dondolìo causava profondo disorientamento e aiutava a indurre a confessare. Vari soggetti hanno anche sofferto durante questa tortura di profonde allucinazioni. Ciò sicuramente ha contribuito a colorire le loro confessioni.

 
 
 
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