Il regno di sotterra
Quando il Re del Mondo nel suo palazzo sotto terra prega e scruta i destini di tutti i popoli e tutte
le razze, succede che i cammelli muovono le orecchie come fossero impauriti, i cavalli rimangono immobili, le greggi, e le
mandrie si accasciano a terra, gli uccelli non volano, i cani che smettono di abbaiare.
Il palazzo dove prega il Re del Mondo si trova nel regno di sotterra, in Mongolia, un territorio immenso nascosto
alla vista degli uomini e popolato da esseri semidivini, vero e proprio centro spirituale del pianeta.
Quel regno esiste fin dalla notte dei tempi, per tutto il remoto periodo denominato dai miti "Età dell'Oro" aveva
prosperato alla luce del sole con il nome di "Paradesha" (in sanscrito Paese supremo, da cui Paradiso ), poi, nel 3102 a.C,
all'inizio del Kali Yuga della tradizione indù (il termine significa Età Nera e designa il periodo in cui viviamo), i suoi
abitanti si sono trasferiti nel sottosuolo per evitare di essere contaminati dal male, e il nome della loro terra era
stato trasformato in Agharti, "l'inacessibile".
Crocevia del mistero
Questo simbolico paese è infatti un vero e proprio crocevia del mistero, e da essa sembrano diramarsi i fili di molti enigmi.
Il mito di un regno sotterraneo e segreto risale alla religione braminica.
Secondo le parole di un Lama mongolo secondo il quale il Paradesha fu fondato dal primo Guru (intermediario
del volere divino ) intorno all anno 380.000 a.C., e divenne sotterraneo più di seimila anni fa.
La capitale segreta
Il cuore di Agharti ha sede sotto l'Asia Centrale, nel vasto territorio che va dal deserto del Gobi alle impervie montagne
del Tibet e del Nepal; il Regno si estende per vie sotterranee nel mondo intero fino alle caverne dell'America, ancora
abitate dall'antico popolo che disparve sotto terra. La sua capitale è Shambhalla, mitica "Città di Smeraldo" più volte
citata dai viaggiatori medioevali, e localizzata in India, in Tibet, in Cina, in Indocina, in Mongolia.
Nella città di Shambhalla risiedono il Re del Mondo, i saggi Guru e gli spiriti Pandita.
Il centro del Regno sotterraneo sorge sul principale incrocio delle correnti terrestri, o forse è esso stesso a generare
questi fiumi di energia arcana che percorrono tutto il pianeta e si diffondono in superficie irraggiati dai megaliti.
Agharti costituisce il mozzo, immobile e immutabile, della Dharma Chakra, la Ruota della vita e della legge della
tradizione indù, alla cui rotazione è legato il destino dei mortali.
Agharti esiste simultaneamente sia sul piano fisico, sia in un elevatissima dimensione mistica, e solo pochissimi
illuminati hanno la possibilità di accedervi. Per evitare che il male vi penetri, essa è tenuta isolata dal mondo della
superficie da vibrazioni che offuscano la mente e rendono invisibili le porte di accesso: per questo i non iniziati che
l'hanno cercata non sono mai riusciti a trovarla.
Esiste solo un popolo che è nato nelle profondità di Agharti e ora vive in superficie: è quello degli Zingari, che furono
cacciati dal Regno sotterraneo.
Di Agharti conservano la memoria genetica, lo riprova il loro vagabondaggio senza fine, alla ricerca di una patria che non
potranno mai rivedere, e certe facoltà magiche, come la capacità di predire il futuro e leggere la mano.
Il Re delMondo
Agharti è retta dal Brahmatma (colui che ha il potere di parlare con Dio) ovvero il Chakravarti (Re del Mondo), che regna
per il periodo di un Manvatara, una delle quattordici ere (la nostra è quella detta del cinghiale bianco) da cui è composto
un ciclo cosmico. Vaivaswata, settimo e attuale Re del Mondo, è in comunione spiritale con tutti i Manu che hanno regnato
prima di lui, tra cui il primo Brahmatma Swdyambhuva; di tanto in tanto egli si reca nella Cripta del Tempio dove giace, in
un sarcofago di pietra nera, il corpo imbalsamato del suo predecessore, per unire la sua mente a quella dei Manu del passato.
La caverna è sempre oscura, ma quando vi penetra il Re del Mondo, le pareti si rigano di strisce di fuoco e dal coperchio
del sarcofago si levano lingue di fiamme. Il Guru più anziano sta davanti a lui con il volto e il capo coperti; egli non si
toglie mai il cappuccio, perchè la sua testa è un cranio nudo in cui di vivo non ci sono che gli occhi e la lingua.
Dal sarcofago cominciano a emanare i flussi diafani di una luce appena visibile: sono i pensieri del predecessore del Re, ed
esprimono le volontà e i comandi di Dio.
Il Brahmatma, insieme al Mahatma (colui che conosce il futuro) e al Mahanga (colui che procura le cause affinchè gli
avvenimenti si verifichino), forma una potente triade, il cui livello più elevato è il cosiddetto "consiglio circolare",
formato da dodici iniziati.
Di rado il sovrano si mostra al di fuori del suo regno: le ultimi apparizioni pubbliche sono avvenute nel monastero di
Narabanchi nel 1890 (a quell'anno risalgono una serie di profezie che anticipano, con una precisione sconcertante, gli
sconvolgimenti politici iniziati un secolo dopo), nel 1923 in Siam e nel 1937 a Delhi.
Comparirà davanti a tutti soltanto quando il tempo sarà venuto di condurre tutti gli uomini buoni contro i cattivi, ma il
tempo non è ancora venuto. Gli uomini più cattivi dell umanità non sono ancora nati.
Religione primordiale
Il termine Manu (legislatore universale, mediatore tra l'uomo e la divinità), si ritrova, in forme diverse, presso tutte le
antiche religioni: "Mina " o "Menes " degli Egizi, "Menw " dei Celti, "Minos " dei Greci; nella Qabbalah è l'angelo
Metatron, nella religione cristiana la sua funzione è svolta dall'Arcangelo Michele.
Ad Agharti è nata, infatti, la religione unica, primordiale e perfetta dell "Età dell'Oro", in grado - per mezzo di
pratiche mistiche - di porre l'uomo in totale comunione con Dio.
In tempi remoti i Grandi Iniziati di Agharti vennero in superficie per predicare la loro religione; il Maestro Rama, che gli
Indù considerano un avatar (incarnazione) del dio Vishnu, la diffuse dall'India fino al Nord Europa, dando origine alla
civiltà Indo-Europea.
L'antico legame con Agharti si può riscontrare linguisticamente nel termine "Asghard", la città di Odino e degli Dèi dei
miti germanici: per questo Adolf Hitler riteneva che i popoli nordici fossero i veri eredi spirituali del Regno Occulto.
Tutte le grandi religioni attuali traggono le loro origini dalla religione primordiale di Agharti, così come tutte le
tradizioni particolari sono in fondo solo adattamenti della grande tradizione primordiale; i loro supremi sacerdoti e i
loro iniziatori (Rama, Melchidesec, Budda, Mosè, i Re Magi, Cristo, Maometto) sono dirette emanazioni del Re del Mondo.
Nel corso dei millenni le religioni si sono secolarizzate, e conservano ormai solo qualche pallido ricordo della loro
gloriosa e comune identità.
Con l'aiuto e gli insegnamenti occulti dei Superiori Sconosciuti, potenti illuminati mescolati agli uomini della
superficie, la tradizione originale di Agharti è stata portata avanti dalle Società esoteriche, organizzazioni mistiche
composte da ristretti gruppi di iniziati. Certi riti, certi numeri (come il già citato 12, o il 22, quello degli Arcani
maggiori dei tarocchi) e certi simboli (per esempio la solare svastica) che ricorrono in queste organizzazioni rispecchiano
riti, numeri e simboli sacri del Regno Sotterraneo.
Nel XIV secolo, ha cominciato a generarsi tra Agharti e l'Occidente una rottura che è divenuta definitiva intorno al 1650,
quando i rappresentanti della Società esoterica dei RosaCroce lasciarono l'Europa per ritirarsi in Asia.
Da quell'epoca in poi, il deposito della conoscenza iniziatica non è più custodito realmente da nessuna organizzazione
occidentale, e la parola perduta va ormai cercata soltanto tra i saggi del Tibet e della Tartaria.
Il governo occulto
Il Re del Mondo non è soltanto un capo religioso, ma regge anche i destini materiali del pianeta.
Il Manu fa in modo che il corso della storia segua un preciso andamento (difficilmente comprensibile e non necessariamente
positivo secondo i nostri canoni) in accordo con un ineffabile piano divino.
Il Re del Mondo è il più alto esponente della Sinarchia, una sorta di Governo centrale di uomini di scienza,
potentissimo e ramificato, i cui esponenti terreni (il Consiglio Europeo di Stati e il Consiglio Internazionale delle
Chiese) ispirano e controllano i grandi moti politici o d'altro genere che segnano l'evoluzione del genere umano.
Al sovrano non mancano i mezzi per eseguire la propria missione: quando lo desidera egli può infatti mettersi in comunione
con il pensiero di tutti gli uomini che hanno influenza sul destino e la vita dell'umanità: Re, Zar, Khan, capi guerrieri,
sacerdoti, scienziati.
Vita quotidiana ad Agharti
Gli abitanti di Agharti si esprimono in Vatannan, il linguaggio sacro da cui deriva la primitiva lingua Indo-europea, e
vivono in edifici di luce materializzata, simili alle astronavi.
Nei templi di Agharti si trovano oggetti dagli straordinari poteri, e immense biblioteche analoghe a quella di Babele.
In una di esse è conservato l'originale delle "Stanze di Dzyan", il testo che racconta le vere origini dell'universo.
È impossibile portare libri fuori da Agharti: chi ne esce deve contare soltanto sulla propria memoria.
Ad Agharti la scienza si è sviluppata indisturbata; poiché nulla, laggiù, è minacciato di distruzione, il popolo
sotterraneo ha raggiunto il più alto grado di conoscenza.
A bordo dei Vimana, essi volano per le anguste spaccature all'interno del globo, e a volte anche all'esterno.
Su vette mai calcate da piede umano, si possono trovare iscrizioni scolpite nella roccia e solchi di ruote lasciate dagli
Aghartiani in perlustrazione.
Forse i misteriosi UFO sono proprio i loro veicoli; anziché dallo spazio, essi provengono dalle profondità della Terra.
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